Chi ha inventato il primo computer della storia e quando?

Chi ha inventato il primo computer della storia e quando?

Oggigiorno siamo invasi dai calcolatori: Grandi, piccoli, minuscoli… Calcolatori ovunque, sulla scrivania, dentro alle tasche, al polso dei ragazzi… Siamo talmente tanto abituati ad usare uno smartphone che non ci rendiamo nemmeno conto del passo da gigante che è stato compiuto da ancor prima della Grande Guerra. Chi più e chi meno sappiamo tutti usare un PC, ma ti sei mai chiesto chi ha inventato il primo computer della storia e quando lo ha creato?

Quando è nato il primo computer della storia?

Prima di domandarci chi ha inventato il computer dovremmo posizionarci in un determinato periodo storico e chiederci “Quando è stato inventato il computer?” Sono stati infatti numerosi gli studi ed avvenimenti antecedenti la nascita del computer tanto che, per convenzione, è stato scelto il 1932 come anno teorico di inizio della storia del computer.

È lui, l’anno in cui è stato creato il primo computer della storia! Mastodontico e di straordinaria bellezza ed il nome ricorda vagamente le nostre simpatiche faccine che mandiamo quotidianamente ai nostri amici “Memex“.

Vanner Bush, assieme alla sua squadra di tecnici altamente specializzati hanno dato vita al progetto. La storia del computer è iniziata proprio grazie a loro, anche se come ribadito, sono stati numerosi gli avvenimenti che precedono tale invenzione. 

Vuoi sapere che cos’era Memex e a che cosa serviva? Memex venne ideato con lo scopo di fornire all’uomo la possibilità di registrate tutte le sue opere letterarie, pensieri e note in un unico mastodontico archivio. Sembra riduttivo come paragone, ma il suo funzionamento è paragonabile al principio di un moderno Hard Disk, dove vengono inseriti i dati sotto forma di impulsi magnetici e letti tramite apposite testine.

Computer Memex
Piccola bozza del riassunto della struttura di Memex e del suo funzionamento

La bomba: Il nuovo sistema di calcolo

Le funzioni di Memex erano estremamente basilari e se ci riferiamo alla tipologia dei moderni calcolatori la domanda dovrebbe arricchirsi di maggiori ridefinendosi in “Chi ha inventato e quando il primo computer della storia così come lo conosciamo oggi?”

Storicamente il periodo post-invenzione di Memex viene attribuito alla preparazione di una delle più sanguinose battaglie. Il conflitto si avvicina, così come le numerose invenzioni di spionaggi del nemico. Nasce proprio così, circa 6 anni dopo l’invenzione di Memex, il primo vero e proprio calcolatore denominato “La bomba”.

L’invenzione venne attribuita al brillante ingegnere polacco, Marian Rejewsky che fece della sua creazione una perfetta macchina di spionaggio. La bomba infatti aveva un solo ed unico compito: decifrare i messaggi in codice inviati in tempo di guerra dai tedeschi tramite l’antagonista “Enigma”. Per intervenire sul complesso sistema di calcolo bisognava smontare alcuni componenti meccanici ed assemblare nuovamente il calcolatore tramite precise e scrupolose istruzioni. Un componente sbagliato e si decifravano istruzioni incomprensibili, numeri, lettere e codici inesistenti: In tempo di guerra anche un solo apostrofo era importante per vincere!

Il calcolatore "La Bomba" in tutto il suo splendore
Il calcolatore "La Bomba" in tutto il suo splendore

Konrad Zuse e lo Z1

Il 1938 fu l’anno dell’invenzione attribuita allo scienziato Konrad Zuse, il quale ci regalò un vero e proprio capolavoro tecnologico, lo Z1. Se alla risposta “Chi ha inventato il primo computer della storia?” potremmo rispondere “Vanner Bush”, al quesito “Chi è stato il primo inventore del moderno calcolatore?” potremmo rispondere proprio Konrad Zuse. Difatti lo Z1 fu il primo calcolatore interamente programmabile basato sul sistema binario con implementazione di memorie elettromeccaniche e relè. La macchina aveva una velocità di calcolo pari ad 1Hz, ossia una sola operazione al secondo.

Computer Z1
Il magnifico Z1

Una nuova invenzione​

Ci vollero 7 interi anni per la creazione di una nuova macchina. Ricordiamoci che siamo nel pieno della rivoluzione industriale, dove un solo anno senza nessuna nuova scoperta significava dar enorme spazio alla scienza avversaria!

Nel pieno del secondo conflitto mondiale, 1945, venne creato un calcolatore per sopi militari, il “Colossus“, creato nei quartieri di Bletchley Park, Londra.

L’idea primordiale fu proprio quella di Memex, rielaborata e rinnovata tecnologicamente. Questa volta il calcolatore doveva essere in grado di captare, decifrare, interpretare e tradurre in linguaggio umano tutti i segnali provenienti dagli eserciti nemici. Il calcolatore era costituito da centinaia di valvole e fili conduttori, antenati degli attuali microprocessori e delle schede stampate. Inoltre il tutto era chiuso all’interno di una cabina grande all’incirca quanto un intero appartamento.

L’operatore poteva leggere immediatamente i codici decifrati ed intervenire sulla macchina tramite varie procedure ed algoritmi per tradurli in un linguaggio comprensibile. Le stringhe di codice avevano le sembianze di veri e propri calcoli: “-2b-2a+8d-a1” e per tradurli si doveva impiegare da alcune ore a diversi giorni. Solo dopo la seconda Grande Guerra Winston Churchill fece distruggere Colossus assieme a tutti i segreti che circondavano l’intero progetto

Computer Colossus
Il gigantesco calcolatore "Colossus"

Chi ha inventato il computer e quando: Il "quasi" nostro secolo

Abbiamo visto che la domanda “Chi ha inventato il computer” in sé per sé ha diverse sfaccettature, ma riportano tutte allo scopo per il quale vennero progettati quasi tutti i calcolatori.

Gli anni del dopoguerra furono un susseguirsi di nuovi calcolatori sempre più potenti e sempre più simili agli attuali computer. Il campo militare sembrava essersi calmato e gran parte della tecnologia venne messa a disposizione per le industrie. Si ripresero armamenti di altro tipo su commissioni di spionaggio nel periodo della Guerra Fredda ed altre fonti militari inferiori. Il ramo della milizia ha sempre fatto gola alla tecnologia così come alle moderne infrastrutture.

Ad esempio, Internet che conosciamo oggi altro non è che una fitta rete di telecomunicazioni nata per scopi militari e diffusa in ambito mondiale solo dopo l’apertura al mercato terziario.

Così si giunge alla storia del computer che ormai tutti conosciamo. È stata fatta tanta strada dall’invenzione del primo computer della storia e da quando venne inventato il calcolatore con vere sembianze moderne. 

Verso la metà degli anni 70 entrarono in scena Bill Gates e Steve Jobs, ma per quanto concerne loro non basterebbero 10 altri articoli! Pertanto ti invito ad approfondire le vicende dando uno sguardo al film: I pirati di Silicon Valley, riproposto in chiave ironica e moderna dagli attori Ndah Wyle, Anthony Michael Hall e l’omonima serie HBO  a tema.

La storia del computer: I musei

Nel 2007 è stato fondato il museo nazionale del computer proprio nella città dove nacque il primo calcolatore. Attualmente è aperto al pubblico e vanta più di 70 stazioni, numerosi tecnici qualificati ed una storia tutta da percorrere in prima persona.

In Italia è possibile visitare il più grande museo del computer proprio a Camburzano, Biella. Il museo è visitabile su appuntamento e sfata in senso pratico tutta la curiosità degli appassionati i quali si troveranno ad interagire in prima persona con macchine ed attrezzature presenti in loco. Sono disponibili numerosi modelli fisici di calcolatori, libri, manuali, riviste e software.

Il museo è visionabile solo su appuntamento. Ti lascio i recapiti qualora decidessi di trascorrere qualche ora istruttiva assieme a tutta la famiglia, amici o compagni di scuola!

FONDAZIONE MUSEO DEL COMPUTER

Via per Occhieppo, 29 - 13891 CAMBURZANO (BIELLA)

Tel 015 8853201 - Fax 015 8853202